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Bambini nervosi: carattere o disagio?

Bambini nervosi: carattere o disagio?

Molto spesso ci ritroviamo bambini che fanno capricci e scenate ogni giorno e tendiamo ad attribuire tale comportamento al carattere del bimbo, definendolo nervoso di indole. In realtà, però, i bambini nervosi non esistono ma siamo noi a vederli in questo modo perché li contagiamo con il nostro stress e facciamo vivere loro dei ritmi troppo frenetici.

Il primo passo è chiedersi il perché
Ogni bambino ha, senza dubbio, il proprio carattere ed un proprio modo di reagire davanti alle cose che accadono. Ci sono bambini più vivaci e curiosi, altri più pacati e con il bisogno di essere rassicurati. Se un bambino, però, è sempre nervoso sta cercando di dirci che qualcosa non va, che sta vivendo un disagio ed è di fondamentale importanza rassicurarlo con amore e coccole.

Il bambino rifiuta di andare a scuola
Il distacco per il bambino non è mai una cosa semplice e molto spesso accade che tutto il nervosismo del bambino ricada e si manifesti con il suo rifiuto verso la scuola. Il nido e l’asilo sono per il piccolo una grande opportunità di apprendimento, ma spesso li spingiamo verso l’autonomia troppo precocemente, assecondando quelli che sono i nostri bisogni ed i nostri ritmi di vita quotidiana senza chiederci realmente se tutto ciò può costare fatica e generare ansia nel bambino.

Tante coccole per rassicurarlo
Nonostante la vita dei genitori sia dura e stancante, devono sempre trovare la giusta quantità di tempo da dedicare ai figli, stando attenti, però, soprattutto alla qualità del tempo che si passa insieme. Dopo ore di distacco, infatti, il bambino non deve ritrovare una mamma ed un papà stanchi. Devono ascoltare le esigenze del bambino, relazionarsi con lui, giocare insieme e concedergli tante coccole per rassicuralo e farlo sentire amato.

La stagione fredda aumenta il nervosismo del bambino
L’inverno, si sa, è una stagione che genera tristezza. Si esce di meno, quando si esce è buio e quando si rincasa è ancora più buio. È la stagione in cui il bambino passa molto tempo in casa e non può giocare all’aria aperta. Se il nervosismo del bambino peggiora non bisogna cercare di agire sul suo comportamento ma, al contrario, è importante cercare di modificare tutto ciò che gli sta intorno e, soprattutto, l’atteggiamento nei suoi confronti. I genitori devono dedicare ai bambini il giusto tempo e sempre di qualità e ciò non deve essere un’eccezione ma la quotidianità.

Attenzione se il bambino somatizza la tensione
I bambini spesso si ammalano non solo per virus o batteri ma anche a causa di tutta la tensione accumulata. E chi si ammala troppo spesso è più fragile anche dal punto di vista emotivo. I genitori dovrebbero capire che per il bambino stare troppe ore fuori casa è fonte di stress ed ansia. Per tale motivo un bambino dopo la febbre non andrebbe rimandato subito a scuola, ma riportato alla quotidianità con calma.

Tensioni diverse per età diverse
Le tensioni ed il nervosismo del bambino cambiano a seconda dell’età.
0-12 mesi: piange e si ammala spesso;
12-24 mesi: difficoltà nel dormire e nel mangiare, aggressività con, per esempio, morsi;
24-36 mesi: diventa scontroso e fa pesare alla mamma le separazioni.

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